Gli intrecci delle famiglie Italiane

23 09 2008

Veltroni indica e denuncia l’ingresso di Marina Berlusconi nel Consiglio di Mediobanca come un ulteriore prova del fatto che “in Italia affari e famiglie sono sempre più intrecciati”. Dimentica che nel governo ombra da lui presieduto per sua personale iniziativa siedono ancorché silenti i rampolli delle famiglie Colaninno e Merloni?





LODO ALFANO: Bindi inutile tanto perdiamo. Allora lei perchè si candidò alle primarie?

2 09 2008

Leggiamo che la Bindi a Firenze ha sostenuto che il referendum sul lodo Alfano è inutile perchè si sa che perdiamo. Apparteniamo a quelli che credono che iniziative si promuovono perchè si crede giusto farle. Poi si possono anche perdere ma è chiaro che si fa di tutto per vincerle. Avremo modo di discuterne. La domanda che poniamo è un’altra: “se la Bindi oggi afferma che le iniziative si promuovono per vincerle ci spieghi allora perchè lei si candidò alle primarie contro Veltroni? Visto che tanto si sapeva che perdeva.

O era forse guidata dal vecchio adagio di antica scuola democristiana: se mi conto comunque peso. E se peso quindi qualcosa per me verrà fuori. Per come sono andate le cose tendiamo per questa ipotesi.





Walter e Massimo, è sempre la stessa minestra riscaldata

5 08 2008

E’ un continuo inseguirsi, come i cani inseguono i gatti, i gatti inseguono i topi. Dai primi anni 90. Sempre la stessa storia. D’Alema incontra Casini. Walter lo incontra due giorni dopo. Massimo incontra FIni, Veltroni risponde incontrando Schifani. Massimo fa la tv, Walter fa la web tv. Massimo fa una intervista, Walter fa una intervista. D’Alema va al tg1, Veltroni va al Tg1. Massimo fa le tessere di Red. Walter fa le tessere del PD. D’Alema è per il sistema elettorale tedesco, Walter ci sta arrivando.

Mai un’idea nuova, mai un’idea originale.

Sempre perdenti, entrambi.

Prima o poi arriverà un Parisi a toglierli dai guai. E’ stato così nel 1996, è stato così nel 2006.





firme/2

3 08 2008





Strategy Unit?

31 07 2008

Giulio Santagata, il prodiano di ferro, si è accomodato nella cucina di Veltroni. Ieri gli è stato conferito l’importante incarico di Strategy Unit del PD. Non chiedeteci cosa vuol dire. Non lo sappiamo. Probabilmente non lo sa nemmeno lui. Però potrà andare in giro con il bigliettino, o business card per assumere questo nuovo lessico, a fregiarsi del titolo, addirittura con una denominazione anglosassone. Bravo Giulio. Well done. Prodi ne sarebbe fiero.





VIGILANZA: IL NO A ORLANDO E’ PER LA SUA LOTTA ALLA MAFIA

29 07 2008

Forse l’atteggiamento ostruzionistico nei confronti di Leoluca Orlando è dovuto alle sue storiche iniziative contro la mafia e alle parole usate nel tempo contro Berlusconi. Parole tese a dimostrare i rapporti di Berlusconi con personaggi siciliani discussi.  L’accanimento di B. e di alcuni del Pdl è inspiegabile altrimenti. Non a caso pur senza dichiararsi platealmente contro di fatto  a guidare l’opposizione contro Orlando sono Dell’Utri e Schifani. Entrambi  palermitani e a vario titolo protagonisti delle cronache giudiziarie palermitane. A Orlando  fanno pagare il suo passato impedendogli di ricoprire oggi una carica che gli darebbe un ruolo, una visibilità e una forte “legittimazione istituzionale” che inevitabilmente ricadrebbe “pericolosamente” a Palermo.





Non ci fossimo fidati

23 07 2008

Se l’autore dell’inno elettorale del Partito Democratico Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, arriva ad esprimere qualche incertezza sulla formazione delle liste elettorali è veramente il caso di riportare la memoria a quei giorni di verticismo scintillante e leggi elettorali porcellum vari.

Il Cherubini in fondo esprime un argomento che, troppo sconvolti dal pessimo risultato, abbiamo tralasciato: la formazione delle liste. Si puo’ sostenere infatti che queste “nomine”, composte con la creatività e la pazienza di chi colleziona figurine, hanno portato in parlamento senza nessuna legittimità i soggetti più strani di cui la nostra Marianna Madia è solo la punta dell’iceberg, emersa ed è la dimostrazione di un sistema che non rappresenta il paese e, a dircela tutta, nemmeno il partito.





Lunga vita a Berlusconi grazie al PD

15 07 2008

La tenaglia Quirinale/Ds alimenta nell’interesse del Colle il dialogo e il cedimento a Berlusconi. La rottura con Di Pietro rafforza la solitudine del Pd diessino specie dopo la separazione consensuale con la sinistra. Lunga vita a Berlusconi.





firme/1 flashback

10 07 2008





I limiti e le contraddizioni del maanchismo.

2 07 2008

Tutti i nodi del maanchismo vengono al pettine. Più vicini a Berlusconi ma anche a DiPietro. Basta con i 15 anni di odio ma anche non possiamo rompere con l’indiganzione morale che per 15 anni abbiamo condiviso con i nostri. Da soli ma anche con IDV, prima il programma ma anche prima le alleanze, no a Di Pietro nel Pd alle primarie ma anche sì a Di Pietro nel Pd dopo esserci presentati distinti alle elezioni. Tutti contrari ma anche decida il segretario perchè è meglio sbagliare assieme che avere ragione da soli. Di Pietro ci farà perdere in qualità ma il suo apporto ci rende competitivi. Salvo dopo una campagna nella quale ci hanno venduto la prospettiva del sorpasso dire, ma cosa ci aspettavamo “come dice giustamente D’Alimonte il risultato poteva essere al massimo un punto di partenza”.  Io a Di Pietro lo conosco. Ci abbiamo fatto un partito assieme e da quel partito è stato espulso. Se l’amicizia vuole essere lunga i patti debbono essere leali e chiarissimi. E poi se ci alleiamo con DiPietro perchè solo con lui? Oggi siamo aggrappati a quel “magnaccia” che sta diventando un piccolo spartiacque dei nostri rapporti con lui, così come la storica lettera di Berlusconi a Schifani, per poter cambiare posizione dicendo che ci hanno costretto gli altri. Come se Berlusconi e Di Pietro non li conoscessimo da sempre.