Tutti i nodi del maanchismo vengono al pettine. Più vicini a Berlusconi ma anche a DiPietro. Basta con i 15 anni di odio ma anche non possiamo rompere con l’indiganzione morale che per 15 anni abbiamo condiviso con i nostri. Da soli ma anche con IDV, prima il programma ma anche prima le alleanze, no a Di Pietro nel Pd alle primarie ma anche sì a Di Pietro nel Pd dopo esserci presentati distinti alle elezioni. Tutti contrari ma anche decida il segretario perchè è meglio sbagliare assieme che avere ragione da soli. Di Pietro ci farà perdere in qualità ma il suo apporto ci rende competitivi. Salvo dopo una campagna nella quale ci hanno venduto la prospettiva del sorpasso dire, ma cosa ci aspettavamo “come dice giustamente D’Alimonte il risultato poteva essere al massimo un punto di partenza”. Io a Di Pietro lo conosco. Ci abbiamo fatto un partito assieme e da quel partito è stato espulso. Se l’amicizia vuole essere lunga i patti debbono essere leali e chiarissimi. E poi se ci alleiamo con DiPietro perchè solo con lui? Oggi siamo aggrappati a quel “magnaccia” che sta diventando un piccolo spartiacque dei nostri rapporti con lui, così come la storica lettera di Berlusconi a Schifani, per poter cambiare posizione dicendo che ci hanno costretto gli altri. Come se Berlusconi e Di Pietro non li conoscessimo da sempre.
